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Riforma Processo Civile Mediazione

Approvata anche alla Camera la Riforma del Processo Civile: basta processi, meglio la Mediazione Civile e Commerciale

La legge delega di riforma approvata in via definitiva alla Camera apre la strada al ricorso sempre più effettivo e diffuso alle tecniche ADR e alla Mediazione Civile e Commerciale

Per far crescere il numero delle procedure di mediazione e renderle più effettive viene promossa la partecipazione personale delle parti; la mediazione demandata (anche tramite l’istituzione di percorsi di formazione in mediazione per i magistrati); incentivi fiscali e l’estensione della mediazione obbligatoria a una serie di nuove materie: contratti di associazione in partecipazione, di consorzio, franchising, di opera, di rete, di somministrazione, di società di persone e di subfornitura.

Quanto al credito di imposta, oltre ad aumentare quello già esistente il cui importo dipende dalle spese di mediazione corrisposte, viene introdotto un ulteriore credito sul compenso dell’avvocato che assiste le parti in mediazione e sul contributo unificato versato dalle parti nel giudizio.

Si attua così definitivamente quel processo di crescita e civiltà giuridica tanto osteggiato nel nostro Ordinamento, sebbene l’utilità della Mediazione nei sistemi di Common Law abbia avuto successo senza alcuna obbligatorietà e ben 50 anni prima, ossia già a partire dagli anni 70. È, infatti, indubbio che il ricorso all’istituto consenta alle parti di ottenere un significativo vantaggio, non solo in termini di costi e tempi, ma soprattutto in termini di autodeterminazione, senza subire scelte imposte da terzi, ma componendo esse stesse i propri interessi in base ai propri bisogni.

In Italia, tuttavia, siamo partiti con il piede sbagliato. Questo strumento a torto è stato concepito (e lo è tuttora da taluni, per fortuna ormai in netta minoranza) come una scorciatoia che va percorsa per forza: una sorta di ossimoro, una contraddizione in termini. 

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