L'accordo punta a promuovere la cultura della giustizia alternativa per risolvere le controversie civili e commerciali senza ricorrere ai tribunali ordinari.
L’11 giugno 2026 a Siena, firmato il protocollo d’intesa sul tema della Mediazione, di durata quinquennale
L’accordo vedrà collaborare il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Siena, la Camera di Commercio di Arezzo-Siena, la Camera di Commercio di Firenze e gli Ordini degli Avvocati, dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, e infine dei Consulenti del Lavoro delle province di Arezzo e Siena.
Obiettivi dell’accordo: garantire l’aggiornamento continuo dei professionisti e fornire una solida preparazione ai giovani giuristi
Il protocollo d’intesa avvia una collaborazione strategica per promuovere la cultura della conciliazione e della mediazione, rispondendo alla recente evoluzione normativa nazionale ed europea. Attraverso un gruppo di coordinamento paritetico, i partner organizzeranno percorsi formativi e seminari divulgativi per garantire l’aggiornamento continuo dei professionisti e una solida preparazione dei giovani giuristi. L’obiettivo è quello di formare esperti altamente qualificati nella risoluzione alternativa delle controversie, le ADR, garantendo a imprese e cittadini l’accesso a uno strumento rapido ed economico per una gestione consensuale e costruttiva dei contenziosi.
L'iniziativa unisce il mondo accademico e quello professionale per trasformare Siena in un polo di eccellenza per la giustizia alternativa
L'accordo costituisce una svolta per il territorio, poiché offre a cittadini e imprese uno strumento in più per risolvere le controversie in modo rapido e conveniente, lontano dalle lunghe e costose aule di tribunale. L'obiettivo centrale è radicare la cultura della conciliazione, offrendo benefici concreti, ovvero
- meno burocrazia per le imprese: i conflitti commerciali si risolvono in pochi mesi anziché in anni, salvaguardando le relazioni d'affari.
- costi ridotti e certi: le tariffe della mediazione sono fisse, proporzionali al valore della lite e decisamente inferiori alle spese di una causa civile.
- sgravi fiscali: chi sceglie la mediazione gode di significativi incentivi, come l'esenzione dall'imposta di registro entro determinati limiti di valore dell'accordo.
- professionisti più qualificati: grazie alla sinergia con l'Università, avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro senesi riceveranno una formazione specialistica di altissimo livello.
I protagonisti dell'accordo
Il protocollo sigla un'alleanza strategica tra:
- Università di Siena (Dipartimento di Giurisprudenza)
- Camera di Commercio di Arezzo-Siena e Camera di Commercio di Firenze
- Ordini Professionali di Arezzo e Siena (Avvocati, Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Consulenti del Lavoro)
L'impatto sulla Pubblica Amministrazione
Un punto chiave dell'accordo riguarda il coinvolgimento degli enti pubblici. In linea con le recenti riforme normative sulla responsabilità erariale, i funzionari pubblici sono ora incentivati a partecipare attivamente alle mediazioni. Questo permette alla Pubblica Amministrazione di conciliare senza il timore di incorrere in sanzioni, velocizzando la risoluzione delle liti che coinvolgono lo Stato o i Comuni. Un’unica grande rete che unisce università, istituzioni economiche e ordini professionali per trasformare la gestione dei conflitti e promuovere la cultura della conciliazione. Un tavolo multidisciplinare che, come sottolineato dai promotori, rappresenta un unicum a livello nazionale per ampiezza e cooperazione istituzionale.
Dati ufficiali del Ministero della Giustizia sulla Mediazione
L’importanza istituzionale ed economica dell’iniziativa è supportata dai più recenti dati ufficiali, che confermano la mediazione civile come uno strumento solido, efficiente e in forte espansione. La quota dei primi incontri effettivi sul totale delle pendenze è salita verticalmente, raggiungendo il 71% nel 2025 e quando le parti decidono di proseguire oltre il primo incontro informativo, il 53,1% dei procedimenti si definisce con il raggiungimento di un accordo. Sono dati che confermano l’efficacia della mediazione nel ridurre tempi e costi rispetto alla giustizia ordinaria, consolidandola come motore di una rinnovata cultura del dialogo e della legalità.
Per l’Università, il conflitto non è una frattura, ma una situazione complessa
L’elenco di partner che affiancheranno sinergicamente l’attività formativa della facoltà di Giurisprudenza, non è un mero accenno formale, ma la sostanza di una rete viva, in quanto la mediazione richiede competenze e linguaggi diversi in stretto rapporto con il territorio. Non è solo uno strumento per deflazionare i tribunali, ma un modo diverso di affrontare il conflitto come laboratorio didattico prezioso
Per le Camere di Commercio fare squadra aiuta a superare una giustizia affaticata
Soddisfazione espressa anche dai vertici camerali, che vedono nella mediazione un volano economico per il sistema-impresa. La risoluzione delle controversie sarà quindi snellita e velocizzata grazie a questo accordo. Per questo motivo è stato ritenuto fondamentale investire nella promozione, nella formazione e nella divulgazione. La centralità della formazione professionale dei mediatori è un primato storico della Toscana, in cui la Camera di Commercio di Firenze fu istituita nel 1770 da Pietro Leopoldo, proprio con il valore illuminista di trovare un accordo prima di litigare. L’autorizzazione ministeriale ottenuta in questo accordo globale rende possibile formare direttamente i mediatori.
Un ulteriore incremento nel ricorso alla Mediazione
A Firenze la propensione delle parti a presentarsi al primo incontro supera del 35% la media nazionale e gli accordi effettivi raggiungono il 41% contro il 30% italiano. La firma di questo accordo tra soggetti uniti dallo stesso intento mira a incrementare ulteriormente i dati relativi al ricorso alla mediazione per la composizione delle liti, che a livello nazionale registrano già una crescita superiore al 10%. Questo aspetto della mediazione aiuterà le imprese e i cittadini, snellirà i tempi, con costi molto meno onerosi rispetto alla giustizia ordinaria.
L’Avvocatura stessa accoglie la sfida del protocollo
Il mondo forense evidenzia la necessità di un profondo cambiamento deontologico e culturale per i professionisti e gli assistiti. Il passaggio dalla tradizionale negoziazione alla mediazione vera e propria, dove la parte torna protagonista assistita da un terzo si sta definendo. Una buona mediazione è oramai ritenuta parte integrante di una giustizia, in cui possano contare i codici, ma anche gli interessi reali delle parti.
Le province di Siena e Arezzo, polo di riferimento
Con la firma di questo protocollo, le province di Siena e Arezzo si candidano a diventare un polo di riferimento nazionale per la diffusione delle Alternative Dispute Resolution, offrendo una risposta dinamica, multidisciplinare e vicina alle esigenze dei cittadini. Un accordo fondamentale e storico, tanto più in quanto la conciliazione e la mediazione hanno ricevuto una valorizzazione dalla riforma Cartabia, e anche dalla citata legge n. 16 del 2026 sulla responsabilità erariale, che introduce la possibilità concreta di una mediazione anche nella Pubblica Amministrazione.
A cura della dott.ssa Roberta D’Ottavi
